Oddio è lunedì#288
Dove il tempo scorre come il fiume, il mio libro su Monte Sacro
Nel 494 avanti Cristo la plebe di Roma lasciò la città e salì su una collina sopra l’Aniene. Non aveva un esercito e nemmeno un piano. Aveva un’idea semplice e rivoluzionaria: senza di loro Roma non avrebbe funzionato. Bastò questo per cambiare per sempre la storia della Repubblica.
Quella collina si chiama Monte Sacro e da questa settimana è anche un libro. Esce venerdì 25 settembre per Giulio Perrone Editore, nella collana Passaggi di quartiere. Si intitola Monte Sacro e ha per sottotitolo Dove il tempo scorre come il fiume. Dentro ci sono l’uomo preistorico e la secessione della plebe, il giuramento di Simon Bolívar e l’incoronazione di Carlo Magno sul Ponte Nomentano. E poi ancora l’attesa di Garibaldi, la nascita della Città Giardino e la Resistenza al nazifascismo. Ogni epoca ha lasciato qui una traccia, ed io ho provato a seguirle tutte. A riscoprirle cercando di legarle fra loro.
Confesso che quando all’inizio mi hanno chiesto di scrivere di Monte Sacro ho esitato. Scrivere di un posto che non conosci è un mestiere. Scrivere di un posto in cui hai passato quasi tutta la vita è un rischio, perché la nostalgia è un pessimo storico e l’affetto un alibi fin troppo comodo.
Ho detto sì per due ragioni. Monte Sacro mi ha visto crescere, e per più di vent’anni ho fatto politica proprio a Piazza Sempione, che è il cuore del quartiere e la sede del suo Municipio. Lì sono stato consigliere, assessore al bilancio e alle politiche scolastiche, presidente del Consiglio. Ho imparato che una piazza è il miglior corso di democrazia che esista, perché non puoi scegliere chi ti ferma per strada e quasi sempre non basta avere dei buoni argomenti per convincere qualcuno delle proprie ragioni.
Il secondo motivo è che governare un luogo non vuol dire conoscerlo. Si impara il presente, si conosce il bilancio e si impara a contare persino le buche. Il passato però spesso resta sotto i piedi, e scrivere questo libro mi ha costretto a guardare con occhi nuovi strade, muri e palazzi che credevo di conoscere a memoria.
Sulla quarta di copertina c’è una frase che riassume il senso di questo lavoro. «Da qui, con il fiume sotto e Roma sullo sfondo, il futuro sembra possibile anche quando il presente non lo è ancora.» Monte Sacro è un quartiere che cambia senza perdere la propria identità. Soprattutto è una comunità che ogni volta che si è sentita ai margini ha trovato il modo per ribellarsi e trovare il suo posto nella storia. È la lezione della plebe ed è ancora la più attuale.
Vi aspetto già oggi, lunedì 21 settembre alle ore 17 nell’Aula Consiliare Giorgio Fregosi di Palazzo Valentini, in via IV Novembre 119/a, sede della Città metropolitana di Roma Capitale. Sarà una presentazione speciale, perché il mio libro fa parte di un progetto editoriale che racconta i quartieri di Roma attraverso le storie che li attraversano. Oltre a Monte Sacro saranno presentati anche i libri su Testaccio di Irene Ranaldi e sul Pigneto di Roberta Costantino.
Per gli abitanti del terzo municipio l’appuntamento sarà lunedì 5 ottobre alle ore 18 nell’aula consiliare di Piazza Sempione, ovvero a casa. Sarà un’occasione per parlare insieme del nostro quartiere. Per ricordare i suoi personaggi, le vicende che lo hanno attraversato e quella straordinaria bellezza che lo ha reso sfondo silenzioso di momenti iconici della storia.

