Comunicati stampa

Roma. Corbucci (PD): “Presentata mozione per introdurre i valori dell’antifascismo nello Statuto della Regione Lazio”

“Sono sempre più diffuse su internet e nei territori del nostro Comune e della nostra Regione le manifestazioni - anche da parte di soggetti che ricoprono ruoli istituzionali – d’intolleranza, violenza, discriminazione e odio nei confronti del diverso, di revisionismo storico e di orgogliosa appartenenza agli ideali fascisti, che sono stati sconfitti dalla Resistenza e definitivamente ripudiati dalla Costituzione repubblicana, per questo abbiamo ritenuto politicamente doveroso ed eticamente indispensabile presentare una mozione volta a promuovere l’introduzione dell’espresso riferimento al valore dell’antifascismo nello Statuto regionale” così in un comunicato Riccardo Corbucci presidente della commissione Roma Capitale, statuto e Innovazione tecnologica. “L’articolo 6 dello Statuto regionale stabilisce, al comma 1, che la Regione ‘‘fa propri i principi della Dichiarazione universale dei diritti umani” e, al comma 7, “promuove i valori della democrazia della partecipazione e del pluralismo, ripudiando ogni forma di discriminazione e di intolleranza”, senza però ispirarsi espressamente ai valori dell’antifascismo, da qui scaturisce la necessità di presentare questa mozione con la quale chiediamo al Sindaco e alla Giunta non solo di promuovere presso il Consiglio regionale del Lazio l’introduzione dell’espresso riferimento al valore dell’antifascismo nello Statuto regionale; ma anche di escludere da qualsiasi tipo di incarico istituzionale i soggetti che si richiamino all’ideologia neo fascista, alla sua simbologia, alla discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale e di escludere da qualsiasi tipo di beneficio, finanziato o concesso dal Comune o con fondi regionali, nazionali ed europei i soggetti e le organizzazioni che abbiano richiami all’ideologia neo fascista, alla sua simbologia, alla discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale nel loro statuto, sui siti internet e sui social network.” conclude il consigliere.